I NOSTRI SPETTACOLI

TRILOGIA GENERAZIONE Y

𝘎𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘠 è una trilogia teatrale di Barbe à Papa Teatro, composta dagli spettacoli: 𝘐𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘉𝘢𝘣𝘦𝘭𝘦 (2019) 𝘔𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘰 (2020) e 𝘓'𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘯𝘻𝘢 (2022).  È una trilogia che affronta temi fortemente rappresentativi della generazione alla quale apparteniamo, quella dei nati a cavallo tra gli anni 80 e i primi anni 90, chiamata appunto generazione Y o millennials. Il tutto è partito nel 2017 quando ci siamo fatti la domanda: “qual è quel posto in cui mi sento a casa?” e la fatica nel trovare la risposta è stata comune a tutte le persone che hanno fatto parte di questa ricerca. Lo smarrimento di questa prima riflessione ci ha fatto chiedere: “sono solo in queste mie paure? O sono ansie che mi accomunano ad altri?” e la risposta ha generato lo spettacolo più doloroso della trilogia, quello che indaga il nostro passato e che ricerca la matrice dei traumi che ci accomunano. Ma se scavarci dentro ci ha fatto male, scoprire di essere insieme ci ha dato la forza di guardare al futuro con maggiore speranza. 

Questo ciclo di tre spettacoli si chiude con un grido di rabbia, e come potrebbe essere altrimenti? Dal dopoguerra ad oggi, la nostra, è la prima generazione ad essere più povera della precedente. E abbiamo ben capito, sulla nostra pelle, che non è soltanto una questione economica, o meglio, l’economia, come un grande domino, si ripercuote su tutti gli altri aspetti della nostra quotidianità. Ma la nostra non è una generazione sfortunata. La nostra sorte è stata determinata dall’egoismo dei nostri padri, ed è a loro che chiederemo conto. Non è più tempo di essere accondiscendenti, di pensare al proprio, alla sopravvivenza; è tempo di resistenza, di solidarietà, è tempo di sacrificarci per chi verrà dopo di noi.

IL CORO DI BABELE (2019)

“Nel centro di Babele c’è una fontana con una scritta: quando un uomo è stanco di Babele, è stanco della vita, perché a Babele c’è tutto ciò che la vita può offrire.”


Il coro di Babele racconta la storia di cinque giovani italiani che lasciano i propri paesi d’origine per trasferirsi a Babele, la città che nel nostro immaginario rappresenta tutte le grandi capitali europee. Cinque racconti di altrettanti migranti che tessono un’unica storia. È un canto melanconico e nostalgico, ma anche divertente e irriverente. È la storia di chi vive a Babele. È la storia di chi lascia una casa per cercarne un’altra. È la storia di chi lascia una famiglia per formarne una nuova, legata da rapporti di amicizia e di affetto.
Ognuno di questi migranti si interroga sulla propria vita, sulle scelte fatte e su quelle rimandate, sulle priorità e sui compromessi. E in questo migrare di corpi e di anime le storie si intrecciano e si confondono, come le lingue, gli amori, i drammi, le gioie, la malinconia, la voglia di conoscere, il desiderio di tornare. Alcuni restano, altri tornano, altri ancora continuano a errare nella ricerca di una nuova terra da poter chiamare casa.

 

Testo e regia:

Claudio Zappalà

Con:

Chiara Buzzone, Federica D'Amore, Totò Galati, Roberta Giordano, Claudio Zappalà

Produzione Barbe à Papa Teatro


Realizzato con il contributo di Residenza artisti nei territori “Hotspot – Stato d’emergenza”, Reggio Calabria, Mibact, Regione Calabria

Vincitore del bando Residenza Bellandi 2019

Vincitore al Milano Off Fringe Festival 2019

Selezione Crash Test Festival 2019 – Collisioni di teatro contemporaneo


Menzione speciale al Premio nazionale giovani realtà del teatro 2018 – Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe", Udine

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MI RICORDO (2020)

“Là dove noi non siamo, si sta bene. Nel passato non ci siamo più, ed esso ci appare bellissimo.”

Anton Čechov
 

Mi ricordo è uno spettacolo che racconta una generazione, quella dei millennials, attraverso ricordi di memorie personali e collettive. In scena tre attrici/performer e tre scatoloni dai quali verranno tirati fuori vecchi ricordi che faranno nascere racconti di esperienze vissute: l’11 settembre, la guerra in Iraq, il crack della Lehman Brother, la morte di Lady Diana, il Grande fratello e le esperienze televisive degli anni 90 e 2000. Alla memoria di un ricordo collettivo, è sempre legata, in maniera inscindibile, una esperienza privata, a volte traumatica, che ci ha reso, nel bene e nel male, quello che siamo oggi, come generazione, ma anche come singole persone. Sarà un’indagine indirizzata alla ricostruzione di una memoria personale e collettiva che ci porterà, forse, a conoscere meglio la nostra condizione; ad analizzare le nostre insicurezze, le nostre ansie e le nostre paure, per cercare di capire se hanno una matrice comune. Cosa ci rende parte della stessa comunità? In cosa siamo diversi dalle generazioni precedenti e da quelle successive? Come ci relazioniamo con il futuro?

Testo e regia:

Claudio Zappalà

Con:

Chiara Buzzone, Federica D'Amore, Roberta Giordano

Produzione Barbe à Papa Teatro

Realizzato in collaborazione con Spazio Marceau e G273 Produzioni

Vincitore al Milano Off Fringe Festival 2022

 

Vincitore del bando "Per un Teatro necessario" - Teatro Libero di Palermo 2020

L'ARTE DELLA RESISTENZA (2022)

"Si può fare teatro quando si è depressi? Cosa si può fare quando si è depressi? Quando non hai nemmeno la forza di alzarti dal letto. Quando ogni tuo pensiero è nero e non riesci a immaginarti nel futuro."

In scena tre attrici e un attore, su un palco vuoto, si preparano a mettere in scena il loro ultimo spettacolo, e nel farlo, si interrogano sulla loro condizione di artisti, di lavoratori e lavoratrici, ma anche di uomini e donne che vivono il presente, con le sue difficoltà e contraddizioni. È la compagnia Barbe à Papa Teatro che mette in scena se stessa. L’indagine parte da una domanda che genera tutte le successive: “Si può fare teatro quando si è depressi?” E quindi: Cosa si può fare quando si è depressi? La reazione – più che la risposta – a queste domande, è uno spettacolo che racconta quattro testimonianze di una condizione generazionale, ma anche universale; uno spettacolo che percorre le zone d’ombra di un animo lacerato e usurato da anni di crisi economica, sociale, politica e culturale.
La messa in scena è un continuo gioco metateatrale che
confonde ruoli e personaggi e che stimola il pubblico a una partecipazione attiva, che vada anche oltre la fruizione dello spettacolo stesso.
Resistenza è responsabilità, e coinvolge anche spettatori e spettatrici.

 

Testo e regia:

Claudio Zappalà

Con:

Chiara Buzzone, Federica D'Amore, Totò Galati, Roberta Giordano
 

Produzione Barbe à Papa Teatro

In collaborazione con
Spazio Marceau
C.T.M. Centro Teatrale Meridionale

Vincitore del Bando “Chiamata OffIine” - Ferrara Off 2022

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